Il D8 del Portogallo (spesso chiamato visto “per nomadi digitali” o “per lavoro da remoto”) è molto richiesto perché può trasformare un progetto di lavoro “da qualsiasi luogo” in un soggiorno regolare. Ma presentare la domanda di visto è solo il primo passo. La tua copertura sanitaria deve funzionare in fase consolare, all’arrivo e nei primi anni di residenza — soprattutto se ti trasferisci con partner o figli.
Questa guida resta concreta e orientata alla conformità: cosa richiedono di norma le checklist ufficiali, come funziona in genere l’accesso al sistema sanitario pubblico (SNS) una volta che sei residente regolare, e come valutare un piano privato locale rispetto a IPMI se prevedi di spostarti di nuovo. Quando i requisiti possono cambiare in base al consolato o alle circostanze personali, lo evidenziamo e lo riprendiamo in “Punti da verificare”.
- Per la domanda di visto serve di norma una prova di copertura: le checklist ufficiali richiedono in genere una polizza viaggio valida che copra spese mediche necessarie, assistenza medica urgente e rimpatrio.[1]
- Il D8 segue in genere due percorsi: soggiorno temporaneo e visto di residenza; il visto di residenza è spesso usato per entrare in Portogallo e poi richiedere il permesso di soggiorno presso AIMA.[3]
- L’accesso al SNS di solito arriva dopo: l’accesso al sistema pubblico è generalmente legato alla residenza legale e a passaggi di registrazione locale (come l’ottenimento del “Número de Utente”).[7]
- I piani privati locali possono essere utili per l’assistenza quotidiana: spesso semplificano visite e prestazioni private in Portogallo, ma di norma non sono pensati per spostamenti frequenti tra Paesi.
- IPMI può essere adatta a uno stile di vita multi-Paese: se prevedi di trasferirti di nuovo (o di dividere il tempo tra Paesi), portabilità e continuità possono contare più del premio più basso “oggi”.
- Pianifica per fasi: copertura “conforme alla checklist del visto”, poi impostazione all’arrivo, poi stabilità nel primo anno, poi un piano di mobilità a 3–10 anni (inclusi aspetti fiscali e di rinnovo).
I requisiti possono variare a seconda del consolato e del profilo del richiedente. Questa è una lista “di base” ricavata da checklist ufficiali.[1]
- Passaporto valido e modulo di domanda per visto nazionale.
- Prova del lavoro da remoto (contratto/lettera del datore di lavoro oppure contratti di servizio se sei autonomo).
- Prova di reddito conforme alla soglia minima indicata in checklist (spesso descritta come “quattro volte” il salario minimo mensile portoghese negli ultimi mesi).[1]
- Polizza viaggio/medica valida con la formulazione richiesta (spese mediche, assistenza medica urgente, rimpatrio).[1]
- Prova di alloggio e dichiarazione personale con i tuoi piani.
- Casellario giudiziale / certificato di polizia (di norma con limiti temporali e requisiti di apostille/legalizzazione).
Cos’è il visto D8/per nomadi digitali
“D8” è comunemente usato come abbreviazione per il visto nazionale del Portogallo pensato per chi lavora da remoto (per un datore di lavoro estero e/o clienti esteri) e vuole vivere in Portogallo continuando a svolgere quell’attività. Nella documentazione ufficiale, è spesso descritto come lavoro da remoto svolto dal Portogallo (“digital nomads”) e gestito tramite il sistema dei visti nazionali.[1]
Dal punto di vista della pianificazione, il punto chiave è che le indicazioni ufficiali distinguono di norma due percorsi: un visto di soggiorno temporaneo e un visto di residenza. Il portale nazionale dei visti del Portogallo spiega che i visti di soggiorno temporaneo sono destinati a permanenze inferiori a un anno (con ingressi multipli), mentre i visti di residenza sono in genere validi per un periodo limitato (di norma circa quattro mesi) e consentono due ingressi — con l’aspettativa che, una volta entrato in Portogallo, tu richieda un permesso di soggiorno.[3]
Spesso scelto se vuoi soggiornare regolarmente per un periodo definito senza avviare subito l’iter più lungo del permesso di soggiorno. Le checklist ufficiali per il soggiorno temporaneo per lavoro da remoto includono di norma prova del lavoro da remoto, reddito degli ultimi mesi, alloggio e polizza viaggio valida.[1]
Spesso scelto se prevedi di vivere in Portogallo nel medio-lungo periodo e richiederai il permesso di soggiorno dopo l’arrivo. Il portale nazionale dei visti descrive i visti di residenza come visti a validità limitata per l’ingresso, collegati alla fase del permesso di soggiorno.[3]
Se richiedi il soggiorno temporaneo, di solito ti serve una copertura “conforme al visto” per l’intera durata prevista. Se richiedi il visto di residenza, in genere serve una prova di copertura per l’ingresso e la prima fase di permanenza — oltre a un piano di medio periodo se prevedi di restare residente.
Cosa il D8 richiede tipicamente di dimostrare (in parole semplici)
In sintesi, le autorità vogliono verificare che tu possa mantenerti senza ricorrere a fondi pubblici portoghesi e che tu abbia una base chiara e legittima per il soggiorno. Le checklist D8 si concentrano di norma su tre aree:
- Lavoro da remoto: contratti/lettere che dimostrino che puoi lavorare a distanza e chi ti paga.[1]
- Reddito: documentazione recente che attesti la soglia minima indicata in checklist (spesso descritta come “quattro volte” il salario minimo mensile portoghese).[1]
- Copertura sanitaria e documenti di supporto: polizza viaggio/medica valida, più la documentazione standard (identità, casellario, ecc.).[1]
Glossario (definizioni rapide)
- SNS: Serviço Nacional de Saúde (il servizio sanitario nazionale del Portogallo).
- Número de Utente: numero utente del SNS, necessario per accedere ai servizi pubblici in Portogallo.
- AIMA: Agência para a Integração, Migrações e Asilo — l’agenzia che ha assunto funzioni amministrative chiave in materia di migrazione precedentemente associate al SEF.[10]
- IPMI: international private medical insurance (piani sanitari internazionali progettati per expat e persone che si spostano tra Paesi).
- Underwriting: valutazione assuntiva del rischio medico da parte della compagnia al momento della richiesta (può comportare esclusioni, maggiorazioni di premio, periodi di carenza o rifiuto, a seconda del caso).
- Waiting period: periodo di carenza in cui alcune prestazioni non sono indennizzabili (varia per piano e garanzia).
Requisiti di assicurazione sanitaria (fonti ufficiali)
Per molti richiedenti, “assicurazione sanitaria” non è solo una voce di pianificazione: è un documento che entra nel fascicolo della domanda di visto. L’approccio più solido è partire dalla checklist ufficiale del tuo consolato/ufficio VFS e poi scegliere una copertura che sia davvero gestibile anche dopo l’arrivo.
La formulazione utilizzata nelle checklist ufficiali
Le checklist ufficiali per il visto per lavoro da remoto richiedono comunemente una polizza viaggio valida che copra le spese mediche necessarie, inclusa l’assistenza medica urgente e l’eventuale rimpatrio.[1] Troverai spesso una formulazione molto simile nelle checklist D8 per lavoro da remoto (sia per soggiorno temporaneo sia per visto di residenza).[2]
Perché la formulazione conta: in fase consolare i documenti vengono normalmente verificati “contro checklist”. Se il certificato della compagnia non riporta chiaramente l’ambito richiesto (spese mediche + assistenza urgente + rimpatrio), possono chiederti integrazioni o una prova di copertura aggiornata.
Cosa viene di solito verificato (e come impostarlo correttamente)
I requisiti possono variare per consolato e nazionalità. Detto questo, le checklist ufficiali rappresentano una base affidabile. In base alle checklist D8 per lavoro da remoto, è ragionevole aspettarsi che vengano verificati:
- Un certificato di copertura chiaro (attestazione/“policy schedule” o lettera della compagnia) che confermi: (a) il tuo nome; (b) le date di copertura, coerenti con (o superiori a) le date di viaggio previste / la validità del visto; (c) validità territoriale che includa il Portogallo; e (d) l’ambito richiesto (spese mediche, assistenza medica urgente, rimpatrio).[1]
- Coerenza tra i documenti: le date indicate per alloggio, eventuale itinerario (se richiesto) e periodo assicurativo dovrebbero essere allineate e non in contrasto.[1]
- Conferma che la polizza sia in vigore: se la compagnia emette documenti “salvo pagamento”, assicurati di poter dimostrare che il premio è stato pagato e che la copertura è attiva al momento della presentazione.
Alcune checklist ufficiali in altre giurisdizioni indicano esplicitamente un livello minimo di copertura (ad esempio, €30.000) e specificano rimpatrio e trattamento d’emergenza.[15] La scelta più prudente è non dare per scontato che il tuo consolato applichi gli stessi minimi: verifica le indicazioni del tuo consolato/VFS e assicurati che la prova di copertura rispetti sia la formulazione sia eventuali limiti richiesti.
Prova di reddito e “certificato di residenza fiscale” compaiono anche nelle checklist D8
Anche se non sono requisiti assicurativi, incidono sulle tempistiche — e quindi sulla decorrenza della tua copertura. Le checklist D8 richiedono in genere una prova del reddito medio mensile degli ultimi tre mesi conforme a un valore minimo descritto come quattro volte il salario minimo mensile portoghese (la formulazione può variare).[1]
Molte checklist D8 richiedono anche un certificato di residenza fiscale del Paese di origine (o degli USA in alcune versioni).[2] Visto che questi certificati possono richiedere tempo, pianifica con margine sia la data di decorrenza della copertura sia la timeline della domanda.
Perché una copertura “solo per il visto” può non bastare nella pratica
È frequente concentrarsi sul certificato per il fascicolo e scoprire solo dopo che la polizza non è adatta alla vita reale. I punti critici più comuni sono:
- Limitazioni territoriali o legate allo status di residenza: alcune polizze coprono solo emergenze e/o limitano la validità una volta che diventi residente.
- Durata: coperture di breve periodo possono scadere prima di una transizione stabile verso un assetto sanitario di medio-lungo termine.
- Nucleo familiare: includere partner o figli in un secondo momento può essere più complesso se parti con un prodotto “short-term” non pensato per continuità familiare.
Un modo pratico per orientarti è separare due domande: (1) “Cosa accetta il consolato per il fascicolo del visto?” e (2) “Su quale copertura voglio contare nei primi 12–24 mesi in Portogallo?” Non sempre coincidono.
Accesso alla sanità pubblica (SNS) e idoneità
Il sistema pubblico portoghese (SNS) può essere una componente importante nel lungo periodo — ma di norma non è lo strumento con cui soddisfi il requisito assicurativo per la domanda di visto. Nella maggior parte dei casi, l’accesso al SNS diventa rilevante dopo l’arrivo, quando sei residente regolare e completi i passaggi di registrazione locale.
Idoneità in linea di principio: la residenza legale è centrale
Le indicazioni ufficiali del governo affermano che i cittadini stranieri con residenza legale in Portogallo possono ottenere un numero utente SNS (“Número de Utente”), che abilita l’accesso alle cure nel sistema.[7] Le pagine informative per migranti ribadiscono lo stesso principio: la residenza legale consente di ottenere il numero utente e accedere all’assistenza tramite SNS.[8]
Cosa serve di solito per la registrazione (Número de Utente)
La pagina dei servizi governativi per richiedere il numero utente SNS elenca informazioni e documenti comunemente richiesti: documento di identità, numero fiscale portoghese (NIF), indirizzo completo in Portogallo e titolo di soggiorno con status valido (se applicabile).[6]
- Documento di identità.
- NIF portoghese (numero fiscale).
- Prova di indirizzo in Portogallo (i requisiti locali possono variare).
- Titolo di soggiorno valido / prova dello status di residenza legale (se applicabile).[6]
Le procedure del centro sanitario possono variare a seconda del comune. Se sei in una fase di transizione (ad esempio in attesa di appuntamento o documentazione), chiedi quale documentazione provvisoria viene accettata.
Importante: “accesso” non significa “accesso rapido”
Nella pratica, i sistemi pubblici possono essere sotto pressione. Il punto di pianificazione è che, anche se sei idoneo al SNS, potresti comunque preferire una copertura privata per tempi, lingua e maggiore libertà di scelta — soprattutto nel primo anno, mentre ti stabilizzi.
L’accesso per cittadini stranieri può avere sfumature
Il regolatore sanitario portoghese (ERS) pubblica FAQ sull’accesso dei cittadini stranieri al SNS e su processi amministrativi collegati, come registrazione e identificazione dell’utente.[9] Se la tua situazione è più articolata (ad esempio cambio di status o registrazione dei familiari), consulta le FAQ ufficiali e conferma i requisiti con il tuo centro sanitario.
In sintesi: considera il SNS come un passaggio successivo all’arrivo, non come soluzione per la “polizza del visto”. La copertura privata spesso copre il periodo di transizione.
Opzioni di piani privati e locali
Una volta in Portogallo, la sanità privata è molto utilizzata: pagando di tasca propria, con un piano sanitario privato portoghese oppure con un piano internazionale (IPMI). La scelta giusta dipende da quanto prevedi di restare, da quanto saranno stabili indirizzo e profilo fiscale e da quanto spesso ti muovi (viaggi/trasferimenti).
Le tre opzioni più frequenti (contesto Portogallo)
Spesso usata per soddisfare il requisito del visto perché rispecchia la formulazione della checklist (spese mediche + assistenza urgente + rimpatrio).[1] Il limite tipico è che molte polizze viaggio non sono pensate come copertura di lungo periodo per residenti.
Di solito pensati per cure in Portogallo, spesso con reti di strutture convenzionate e modalità di pagamento locali. Possono essere una scelta pratica per famiglie che vogliono accesso semplice a medici e strutture private sul territorio.
Di norma pensata per expat e persone con vita “cross-border”. Può essere particolarmente rilevante se cerchi continuità tra trasferimenti o prevedi di lasciare il Portogallo entro pochi anni.
Tabella comparativa: sanità pubblica vs piani privati locali vs IPMI
| Caratteristica | Sanità pubblica (SNS) | Piano privato locale (Portogallo) | IPMI (internazionale) |
|---|---|---|---|
| Finalità principale | Accesso alla sanità pubblica per residenti idonei (sistema nazionale di lungo periodo). | Accesso alla sanità privata in Portogallo (spesso tramite rete convenzionata). | Copertura medica transfrontaliera pensata per expat e stili di vita mobili. |
| Idoneità | In genere legata a residenza legale e registrazione (Número de Utente).[7] | Dipende dalle regole della compagnia; può richiedere dati amministrativi locali e valutazione assuntiva (varia). | Dipende dalle regole della compagnia e dall’underwriting; spesso disponibile per expat in molti Paesi. |
| Portabilità | Non è una polizza “portabile”: è un sistema pubblico nazionale. | Di norma limitata fuori dal Portogallo (alcuni piani includono prestazioni viaggio con limiti; verifica i termini di polizza). | Tipicamente progettata per essere portabile a livello internazionale (soggetta ad area di copertura e condizioni di polizza). |
| Idoneità per domanda di visto | Di norma non utilizzata per soddisfare il requisito assicurativo D8 in fase di domanda. | Può essere accettata se produce una prova di copertura conforme ed è attiva alla presentazione (dipende dal consolato). | Spesso accettabile se la compagnia rilascia un certificato conforme e la polizza rispetta l’ambito richiesto in checklist. |
| Underwriting | Non applicabile in senso assicurativo. | Può includere questionario medico, esclusioni e/o periodi di carenza, a seconda del prodotto e del profilo assicurativo. | Di norma soggetta a underwriting medico; le condizioni variano per storia clinica, età, garanzie scelte e compagnia. |
| Rimborsi & pagamenti | Regole pubbliche di accesso e compartecipazione; disponibilità e tempi possono variare localmente. | Spesso prevede convenzionamento in Portogallo; le regole fuori rete variano per piano. | Può prevedere pagamento diretto a strutture e/o rimborso, in base a compagnia e rete di provider. |
| Coerenza con la timeline (arrivo → anno 1) | Diventa spesso rilevante dopo i passaggi di registrazione post-arrivo.[6] | Può supportare le prestazioni private di routine una volta attivo; tempi e iter variano. | Può essere in vigore dalla decorrenza e garantire continuità nelle prime fasi di residenza e nei trasferimenti successivi. |
Come decidere (senza complicarti la vita)
Parti dal tuo “profilo di mobilità”: stai costruendo una base in Portogallo per alcuni anni o è probabile che tu ti trasferisca entro 12–36 mesi? Poi chiarisci cosa vuoi prioritizzare: continuità, costi prevedibili, ampiezza delle garanzie o semplicità operativa.
- Se prevedi di spostarti di nuovo: portabilità e rinnovabilità (secondo i termini di polizza) diventano spesso decisive.
- Se prevedi di stabilirti: per molte famiglie può funzionare bene un assetto SNS + piano privato portoghese, in base ad accesso e preferenze.
- Se hai esigenze mediche più complesse: prima di trasferirti, verifica valutazione assuntiva, accesso alle strutture e gestione delle condizioni preesistenti.
IPMI per nomadi digitali
IPMI (international private medical insurance) è pensata per chi vive fuori dal Paese di origine e vuole una copertura sanitaria che possa seguirlo nei trasferimenti. Non è automaticamente “migliore” di un piano locale: è costruita su presupposti diversi (vita transfrontaliera, cambi di indirizzo, continuità).
Quando IPMI è spesso adatta (scenari tipici per il Portogallo)
- Ti serve portabilità: potresti trascorrere uno o due anni in Portogallo e poi trasferirti (o dividere il tempo tra Paesi).
- Vuoi continuità per i familiari: soprattutto se prevedi cambi scuola o mobilità su più anni.
- Vuoi un unico iter di gestione: invece di attivare una nuova polizza a ogni cambio Paese (anche sul fronte rimborsi/sinistri).
Punti chiave da verificare prima di fare domanda
IPMI è di norma soggetta a underwriting medico. In pratica, ciò che è coperto dipende sia dai termini di polizza sia dall’esito della valutazione assuntiva. Una verifica sensata di solito si concentra su:
- Area di copertura: Portogallo-only vs regionale/mondiale, in coerenza con viaggi e modalità di lavoro.
- Ambulatoriale vs ricovero: per molte famiglie contano anche medico di base e pediatra, oltre a diagnostica ambulatoriale, non solo l’ospedalizzazione.
- Condizioni preesistenti: come vengono trattate e se è disponibile un approccio “in moratoria”.
- Maternità: se pertinente, verifica subito periodi di carenza e condizioni di polizza — non dare nulla per scontato.
Cosa chiedere al tuo broker/compagnia (prova per il visto + adeguatezza reale)
- Formulazione della prova di copertura: Puoi rilasciare un certificato che confermi esplicitamente la copertura per spese mediche necessarie, assistenza medica urgente e rimpatrio — e che indichi la validità territoriale includendo il Portogallo?[1]
- Date di copertura: Il certificato può riportare l’intero periodo richiesto per la mia permanenza / per il percorso di visto scelto?
- Cambio di status di residenza: La copertura resta valida una volta che divento residente in Portogallo (o cambia/cessa in base ai termini di polizza)?
- Portabilità: Se lascio il Portogallo l’anno prossimo, posso mantenere la polizza in vigore senza ripresentare domanda (secondo termini e area di copertura)?
- Familiari: Posso includere da subito partner e figli, e quali documenti servono per la loro domanda di visto?
- Gestione in Portogallo: Hai una rete di strutture e/o pagamento diretto in Portogallo? Come funziona la preautorizzazione?
- Rinnovi: Come vengono gestiti i rinnovi? Ci sono fasce d’età, scatti di premio o modifiche di garanzie che devo pianificare?
In queste guide non indichiamo compagnie specifiche. La polizza giusta dipende da storia clinica, budget e dal fatto che tu preveda di restare in Portogallo o di trasferirti di nuovo.
Pianificazione a 3–10 anni (mobilità e imposte)
Uno dei modi migliori per ridurre lo stress è separare la “conformità del primo mese” dalla “realtà del terzo anno”. La domanda di visto deve essere corretta oggi, ma i rischi di lungo periodo spesso riguardano rinnovi, variazioni di reddito, aggiunta di familiari, trasferimenti tra Paesi o acquisizione della residenza fiscale.
Una timeline per fasi (prima della domanda → arrivo → primi 90 giorni → anno 1+)
- Conferma quale percorso D8 stai richiedendo (soggiorno temporaneo vs visto di residenza) e usa la checklist corretta.[3]
- Allinea decorrenza/scadenza della copertura al piano di viaggio e ai requisiti di formulazione del consolato.[1]
- Prepara prove di reddito chiare per il periodo richiesto (le checklist richiamano spesso gli ultimi tre mesi e una soglia minima).[1]
- Avvia in anticipo i documenti con tempi più lunghi (certificati di polizia, apostille/legalizzazioni, certificati di residenza fiscale).[2]
- Metti in sicurezza un indirizzo stabile e tieni a portata di mano le prove di domicilio (molti iter amministrativi ne dipendono).
- Avvia l’impostazione amministrativa locale: NIF e passaggi necessari per la registrazione al SNS.
- Se il tuo percorso prevede un permesso di soggiorno, monitora l’iter post-arrivo e gli appuntamenti (AIMA gestisce funzioni amministrative chiave in materia di migrazione).[11]
- Richiedi il numero utente SNS (“Número de Utente”) se idoneo; le indicazioni governative riportano requisiti tipici come documento, NIF e indirizzo in Portogallo.[6]
- Decidi se affiancare un piano privato portoghese per l’assistenza quotidiana (in aggiunta o in alternativa alla copertura internazionale).
- Verifica che la copertura del nucleo familiare sia coerente (familiari, maternità, condizioni croniche ed eventuali periodi di carenza).
- Ricontrolla che la copertura sia ancora coerente con lo status di residenza e con il tuo profilo di viaggio.
- Pianifica eventuali trasferimenti: cambiare Paese spesso cambia cosa significa “copertura adeguata”.
- Valuta per tempo i criteri di residenza fiscale e gli obblighi dichiarativi prima di superare soglie o cambiare domicilio fiscale.
Residenza fiscale: resta sul macro, ma pianifica presto
La fiscalità è fuori perimetro rispetto a una guida assicurativa, ma conta perché può incidere su pianificazione della residenza, documentazione e costi nel lungo periodo. Le indicazioni del governo portoghese riportano che un criterio per richiedere un indirizzo fiscale in Portogallo è rimanere più di 183 giorni (consecutivi o meno) in un periodo di 12 mesi che inizi o termini nell’anno di riferimento.[12]
L’autorità fiscale portoghese spiega inoltre nelle sue FAQ che, se sei residente ai fini fiscali in Portogallo, potresti dover dichiarare redditi percepiti in Portogallo e all’estero (a seconda di norme, trattati e circostanze).[13] È il punto in cui conviene confrontarti con un consulente fiscale qualificato — idealmente prima del primo anno fiscale completo in Portogallo.
Alcuni moduli e checklist citano ancora “SEF” perché era il servizio di immigrazione storico. Il governo portoghese conferma che AIMA è stata istituita in seguito all’abolizione del SEF e ha assunto funzioni amministrative in materia di migrazione dalla fine del 2023.[10] In pratica, una terminologia mista è frequente finché sistemi e documenti vengono aggiornati.
Se ti serve una struttura di riferimento per ragionare nel lungo periodo, vedi le nostre guide strategiche con impostazione “pubblico vs privato vs IPMI”: Cittadini statunitensi che si trasferiscono in Spagna (strategia 3–10 anni) e Cittadini statunitensi che si trasferiscono in Italia (strategia 3–10 anni).
Checklist: documenti per il visto & arrivo
Questa sezione è pensata per essere pratica: cosa preparare per la domanda di visto e cosa prioritizzare nelle prime settimane dopo l’arrivo. Segui sempre checklist e istruzioni del tuo consolato/VFS, perché possono richiedere documenti aggiuntivi.[1]
Checklist documenti per il visto (D8 lavoro da remoto)
- Domanda di visto nazionale (compilata e firmata) + foto tessera.[1]
- Passaporto valido oltre il periodo di soggiorno previsto (verifica in checklist il requisito esatto).[1]
- Prova di soggiorno regolare se fai domanda da un Paese di cui non sei cittadino (dipende dal consolato).[1]
- Prova di indirizzo nella giurisdizione consolare, se richiesta (spesso serve a confermare la competenza territoriale).[1]
- Polizza viaggio/medica valida che copra spese mediche necessarie, assistenza medica urgente e rimpatrio.[1]
- Certificato del casellario giudiziale / certificato penale entro le tempistiche indicate, con apostille/legalizzazione se richiesta.[1]
- Dichiarazione personale con le motivazioni del trasferimento e dove prevedi di vivere (spesso richiesta esplicitamente).[1]
- Prova di alloggio (contratto di locazione, invito/termine di responsabilità, ecc., a seconda della checklist).[1]
- Prova del lavoro da remoto: contratto di lavoro e/o dichiarazione del datore di lavoro, oppure contratti di servizio e prova delle prestazioni se autonomo.[1]
- Prova di reddito per gli ultimi tre mesi conforme alla soglia minima (spesso “quattro volte” il salario minimo mensile portoghese).[1]
- Certificato di residenza fiscale del tuo Paese (spesso indicato in checklist).[2]
Alcune checklist indicano che la mancata presentazione di tutti i documenti può comportare un rifiuto e che la sede consolare può richiedere ulteriore documentazione.[5]
Checklist arrivo (prime settimane)
- Mantieni la copertura attiva: evita scoperture durante il periodo di assestamento, quando è più probabile aver bisogno di supporto medico “di routine”.
- Metti in sicurezza un indirizzo stabile: molti iter amministrativi ne dipendono (anche per i requisiti SNS relativi all’indirizzo).[6]
- Avvia la registrazione SNS (se idoneo): verifica cosa richiede il tuo centro sanitario per il Número de Utente. Le indicazioni governative citano documento, NIF e indirizzo in Portogallo come requisiti tipici.[6]
- Tieni sotto controllo i passaggi di residenza (se applicabile): se sei entrato con il percorso di visto di residenza, monitora appuntamenti e richieste documentali (AIMA è responsabile di funzioni amministrative chiave in materia di migrazione).[11]
- Scegli l’assetto sanitario per il primo anno: solo SNS, SNS + piano privato locale, oppure IPMI come copertura principale.
Formulazione “prova di copertura” pronta (template)
Se la compagnia può rilasciare una lettera/certificato, spesso è utile riprendere la formulazione della checklist. Puoi usare il testo qui sotto come base (la compagnia potrebbe avere un formato standard):
Oggetto: Certificato assicurativo per domanda di visto Portogallo D8 (lavoro da remoto) Buongiorno, ti chiedo di emettere un certificato assicurativo per la mia domanda di visto nazionale per il Portogallo, che confermi: • Contraente/i: [Nome/i e cognome/i completo/i] • Numero di polizza: [Numero] • Periodo di copertura: [Data inizio] – [Data fine] • Validità territoriale: include il Portogallo • Ambito di copertura: polizza viaggio/medica valida che copre le spese mediche necessarie, inclusa l’assistenza medica urgente e l’eventuale rimpatrio. Se possibile, includi testualmente la formulazione dell’ambito sopra riportata per allinearla ai requisiti della checklist consolare. Grazie, [Nome]
Conserva una copia PDF del certificato e del documento di polizza. Se cambiano le date, il consolato potrebbe chiederti un certificato riemesso.
Inizia
Se stai pianificando un trasferimento in Portogallo tramite il percorso D8, possiamo aiutarti a scegliere un’impostazione che sia sia conforme ai requisiti del visto sia pratica per i tuoi primi 12–24 mesi — e poi adattarla man mano che evolvono residenza e mobilità. Parti dalla nostra pagina Individui & Famiglie, oppure richiedi un confronto tramite Richiedi un preventivo.
Per risposte rapide su come lavoriamo e su cosa possiamo (e non possiamo) consigliare, vedi le nostre FAQ.
Punti da verificare
- Quale percorso D8 stai richiedendo: soggiorno temporaneo vs visto di residenza e la checklist esatta utilizzata dal tuo consolato.[3]
- Accettazione della formulazione assicurativa: se il consolato richiede frasi specifiche sul certificato (spese mediche, assistenza medica urgente, rimpatrio).[1]
- Massimale minimo (se previsto): se il tuo consolato indica un minimo di €30.000 (o altro); alcune giurisdizioni lo fanno.[15]
- Durata della copertura richiesta: se deve coprire l’intera permanenza prevista, un numero minimo di mesi o un anno intero (varia per percorso/consolato).
- Formato della prova accettato: solo certificato vs documentazione completa di polizza e requisiti di lingua (inglese vs portoghese vs traduzione certificata).
- Idoneità SNS e registrazione locale: cosa richiede il centro sanitario per il Número de Utente, soprattutto se il titolo di soggiorno è ancora in corso.[6]
- Aggiornamenti del processo AIMA: quale ufficio gestisce i passaggi, come vengono fissati gli appuntamenti e se cambi procedurali incidono sulle tempistiche.[11]
- Residenza fiscale: come si applicano il criterio dei 183 giorni e le regole sull’indirizzo fiscale al tuo profilo di permanenza e se scattano ulteriori obblighi dichiarativi.[12]
Risorse / Fonti
- [1] VFS Global (Portogallo, USA) — checklist “Temporary Stay Visa for Remote Work – Digital Nomads” (PDF). https://www.vfsglobal.com/one-pager/portugal/usa/english/pdf/temporary-stay-visa-for-remote-work-digital-nomads.pdf
- [2] VFS Global (Portogallo, USA) — checklist “Residency Visa for Remote Work – Digital Nomads” (PDF). https://www.vfsglobal.com/one-pager/portugal/usa/english/pdf/residency-visa-for-remote-work-digital-nomads-nov-25-national.pdf
- [3] Portale visti del Ministero degli Affari Esteri portoghese — “Type of Visa” (panoramica soggiorno temporaneo vs visto di residenza). https://vistos.mne.gov.pt/en/national-visas/general-information/type-of-visa
- [4] Portale visti del Ministero degli Affari Esteri portoghese — “Temporary Stay: Necessary Documentation” (include la formulazione sull’assicurazione di viaggio; riferimento a lavoro da remoto/nomadi digitali). https://vistos.mne.gov.pt/en/national-visas/necessary-documentation/temporary-stay
- [5] VFS Global (Portogallo, USA) — “Digital Nomad Checklist” (visto di soggiorno temporaneo svolto da remoto) (PDF). https://www.vfsglobal.com/one-pager/portugal/usa/english/pdf/Digital-Nomad-Checklist.pdf
- [6] Gov.pt — “Pedir o número de utente do SNS” (richiesta del numero utente SNS). https://www.gov.pt/servicos/pedir-o-numero-de-utente-do-sns
- [7] Gov.pt — “Número de utente do Serviço Nacional de Saúde (SNS)” (i cittadini stranieri con residenza legale possono ottenere un numero utente). https://www2.gov.pt/-/seccaonumerodeutentedoserviconacionaldesaudesns
- [8] Gov.pt — “Migrantes: cuidados de saúde em Portugal” (panoramica sanità per migranti; principio di accesso tramite numero utente SNS). https://www2.gov.pt/migrantes-viver-e-trabalhar-em-portugal/migrantes-cuidados-de-saude-em-portugal
- [9] ERS (Entidade Reguladora da Saúde) — FAQ: accesso dei cittadini stranieri al SNS. https://www.ers.pt/pt/utentes/perguntas-frequentes/faq/acesso-de-cidadaos-estrangeiros-a-prestacao-de-cuidados-de-saude-no-servico-nacional-de-saude/
- [10] Portugal.gov.pt — “Agency for Integration, Migration and Asylum (AIMA) starts functions” (creata con l’abolizione del SEF). https://www2.gov.pt/en/noticias/agencia-para-a-integracao-migracoes-e-asilo-aima-inicia-funcoes
- [11] Portugal.gov.pt — “Migration and Asylum: FAQs” (ruoli e responsabilità di AIMA). https://www.portugal.gov.pt/en/gc23/communication/news-item?i=migration-and-asylum-faqs
- [12] Gov.pt — “Personal income tax (IRS) in Portugal” (criterio dei 183 giorni e indicazioni sull’indirizzo fiscale). https://www2.gov.pt/en/cidadaos-europeus-viajar-viver-e-fazer-negocios-em-portugal/trabalho-e-reforma-em-portugal/imposto-sobre-o-rendimento-das-pessoas-singulares-irs-em-portugal
- [13] Portal das Finanças (Autorità fiscale) — FAQ: redditi esteri e obblighi dichiarativi per residenti (IRS). https://info.portaldasfinancas.gov.pt/pt/apoio_contribuinte/questoes_frequentes/Pages/faqs-00653.aspx
- [15] VFS Global (Portogallo, India) — esempio di checklist con minimo di copertura assicurativa viaggio (ad es., €30,000) e copertura rimpatrio/emergenza (specifica per giurisdizione). https://www.vfsglobal.com/one-pager/portugal/india/english/pdf/dr-goa-checklist-sep-25.pdf








